lunedì 11 febbraio 2019

SEQUENZE SISMICHE DELL'ITALIA 1/2019


CASA ANTISISMICA
https://www.greenbuildingmagazine.it/wp-content/uploads/2017/02/17-GreenBuilding-magazine_1-2017.pdf


SEQUENZA DELL’ITALIA CENTRALE (area epicentrale)
Aggiornamento di lunedì 11 febbraio ore 16:45
























SEQUENZA DELL’ITALIA CENTRALE (area epicentrale)
Aggiornamento di martedì 05 febbraio ore 10:00

L’evento di magnitudo 3.4 MW accaduto nella zona di Pizzoli (AQ) ricade nell’area della sequenza sismica di Frosinone-L’Aquila e in quella dell’Italia centrale (area epicentrale).
Il valore di magnitudo si è posto poco sotto la trend line superiore "C" del rettangolo di oscillazione ascendente C-C’, all’interno del quale ora hanno iniziato a fluttuare i valori di magnitudo e nel range di 3.1-3.9 M riportato nell’ultimo aggiornamento.
Vi ricordo che nella sequenza sismica dell’Italia centrale (area epicentrale) rimane ancora aperto lo schema a “farfalla” di chiusura che ha un target di magnitudo maggiore di 4.0 M.
E’ possibile nel breve-brevissimo periodo la chiusura dello schema. L’estensione è posta a circa 5.1 Mw.
SEQUENZA DELL’ITALIA CENTRALE (area epicentrale)
Aggiornamento di venerdì 01 febbraio ore 08:15

L’evento di magnitudo 3.0 ML accaduto nella zona di Stroncone (TR) ricade nell’area della  sequenza sismica di Frosinone-L’Aquila e in quella dell’Italia centrale (area epicentrale).
Il valore di magnitudo si è posto sulla trend line superiore "B" del rettangolo di oscillazione discendente B-B’, all’interno del quale stanno fluttuando i valori di magnitudo.
Nella parte finale della sequenza sismica sembra formarsi un nuovo rettangolo di oscillazione ascendente (C-C’) preceduto da uno schema di rottura di tipo triangolare simmetrico (T-T’) il cui primo target è stato raggiunto con la scossa di magnitudo 3.0 ML accaduta oggi (stella di colore giallo).
Nella sequenza sismica dell’Italia centrale (area epicentrale) rimane ancora aperto lo schema a “farfalla” di chiusura che ha un target di magnitudo maggiore di 4.0 M.



EPICENTRI DINAMICI (E1, E2)
Aggiornamento di mercoledì 30 gennaio ore  16:00


OSCILLATORE “LLO”
Aggiornamento di lunedì  28 gennaio ore 16:30

In questi giorni sono stati elaborati due nuovi oscillatori capaci di generare segnali informativi di breve periodo analizzando i valori di latitudine e longitudine delle scosse che precedono un forte terremoto.
Gli oscillatori sono stati testati su 140 terremoti di magnitudo uguale o maggiore di 7.0 M accaduti in varie zone del mondo e dodici terremoti di magnitudo maggiore di 5.5 M accaduti in Italia, Grecia e Turchia.
Il segnale si attiva quando l’oscillatore “LLO” raggiunge il minimo valore di fluttuazione, mentre il secondo oscillatore (non incluso nei grafici) lo conferma in seguito.
Gli oscillatori forniscono informazioni anche sulla futura area epicentrale.
Nelle figure di seguito allegate, sono riportati gli oscillatori “LLO”, i valori magnitudo e i segnali di cinque terremoti accaduti in Italia dal 1997 al 2016.





































































































EPICENTRI DINAMICI (E1, E2)
Aggiornamento di sabato 19 gennaio ore  13:00


SEQUENZA SISMICA DELLA SILA
Aggiornamento di giovedì  17 gennaio ore 08:00

La scossa di magnitudo 3.3 ML accaduto nella zona di Campana (CS) alla profondità di 29 km ricade in una zona cui è presente un gap sismico importante.
La struttura evolutiva di questa sequenza si sta avviando lentamente verso un evento energetico. Occorre seguirla con molta attenzione nei prossimi mesi.
Nella figura allegata sono indicati con le frecce di colore rosso alcuni gap sismici.


SEQUENZA DELL’ITALIA CENTRALE (area epicentrale)
Aggiornamento di martedì  15 gennaio ore 15:00

L’oscillatore Aroon semplificato ha raggiunto il minimo di fluttuazione sulle sequenze dell’Italia centrale (area epicentrale) e di Gubbio-Adriatico centro settentrionale.
I segnali di attenzione sulle due sequenze sono attivi. Il livello minimo della fase di rilascio di energia è di 2.8 ML.
Il range dinamico è di 3.1- 3.9 ML con estensione fino a 5.1 Mw.

SEQUENZA SISMICA DELLA GARFAGNANA
Aggiornamento di martedì  15 gennaio ore 07:45

L’evento di magnitudo 4.6 ML accaduto nella zona di Ravenna (RA) è rientrato nell’estensione riportata nell’aggiornamento del 4 gennaio.
L’epicentro dell’evento si è posto vicino il confine tra l’area della sequenza della Garfagnana e quella della Pianura Padana Emiliana (area epicentrale 2012).
La scossa rientra in una fase di rilascio di energia che si sta sviluppando lentamente il cui target dinamico attuale è di 5.4 Mw.
Nel breve periodo è atteso un primo aftershock nel range 3.6-4.2 ML.
L’oscillatore Aroon semplificato ha raggiunto il massimo di fluttuazione e ora è in discesa (fase di accumulo di energia o di aftershock di breve periodo).
L’area interessata dall’evento rientra tra quelle più pericolose (Garfagnana, Ferrara) indicate nell’aggiornamento pubblicato ieri (sequenze sismiche dell’Italia). 

SEQUENZE SISMICHE DELL’ITALIA
Aggiornamento di lunedì  14 gennaio ore 16:00

Era possibile prevedere l’area epicentrale del terremoto di Amatrice del 2016?
Osservando il grafico di seguito allegato in cui sono riportati i terremoti più energetici accaduti in Italia dal 1905 al 2016 (fonte USGS- INGV) è possibile notare come i valori, nel periodo considerato, si sono mossi a zig e zag (punti 1-10) dal primo terremoto del 1905 mantenendo più volte costante l’inclinazione dei rami sismici che collegano i terremoti.
Inoltre, facendo passare tra i punti 5-9 e 6-8 le trendline si ottiene un triangolo simmetrico ascendente all’interno del quale i punti tendono ad appoggiarsi nel tempo e a convergere verso il punto attrattore (punto A) a conferma anche il principio che alcuni terremoti (il 70% circa) tendono a raggrupparsi nel tempo e nello spazio.
Utilizzando il triangolo simmetrico e il punto 9 (terremoto della Pianura Padana Emiliana del 2012), è possibile ipotizzare il successo punto 10 (terremoto di Amatrice del 2016) sfruttando la trendline inferiore e la pendenza dei rami simici 5-6 e 7-8.
Dal punto 10 quale sarà il successivo movimento verso il punto 11?
Attraverso un semplice calcolo e considerando l’inclinazione dei rami sismici sono possibili tre ipotesi di cui la prima e la seconda sono quelle più probabili.

Ipotesi 1 – Spostamento verso la trendline superiore con target potenziale tra la Garfagnana e Ferrara.
Ipotesi 2 – Spostamento fuori della trendline inferiore con target potenziale tra Avezzano e Sulmona.
Ipotesi 3 – Spostamento fuori della trendline inferiore con target potenziale tra la Calabria centrale e Sicilia orientale.

Sono solo ipotesi. Per avere informazioni più precise occorre analizzare le sequenze sismiche locali.


SEQUENZA DELL’ITALIA CENTRALE (area epicentrale)
Aggiornamento di lunedì  14 gennaio ore 08:00


SEQUENZE SISMICHE DELL’ITALIA
Aggiornamento di venerdì 11 gennaio ore 15:30

Nella conferenza tenuta ad Alberone di Cento (FE) il 28 maggio del 2016 sul tema “Il terremoto dell’Emilia e le aree più pericolose dell’Italia” sono stati presentati due grafici (grafici 1 e 2 allegati) in cui erano indicate alcune aree suscettibili di un possibile terremoto nel breve periodo.
I grafici erano stati elaborati con semplici elaborazioni grafiche basate sulla fluttuazione dei valori (si muovono a zig zag alternando minimi e massimi) di latitudine e longitudine dei terremoti più forti accaduti in Italia dal 1968 al 2012.
L’analisi dei dati di latitudine evidenziava come aree più pericolose quelle di Ferrara (latitudine 44,7°), Umbria-Marche (latitudine 42,9°) e Calabria centrale (latitudine 39,2°), mentre i dati di longitudine davano come aree più pericolose quelle dell’Emilia, dell’Umbria e della Garfagnana (longitudine 12,3°-12,8°).
Nell’incontro del 20 agosto del 2016 a Carpi con un gruppo di terremotati dell’Emilia, sulla base dei dati aggiornati al 27 luglio del 2016, si evidenziava l’aumentata pericolosità dell'Italia centrale e in particolare delle aree di Avezzano e Sulmona e in minor misura di quelle dell’Umbria-Marche.
Che cosa è cambiato dal 2016 a oggi analizzando i grafici dei valori di longitudine e latitudine (grafici 3 e 4 allegati) aggiornati al terremoto del 30 ottobre del 2016?
Dai valori di latitudine le aree più pericolose sono quelle del Friuli, dell’Emilia, della Garfagnana e della Calabria centrale-Sicilia orientale, mentre dai valori di longitudine sono il Friuli, l’Emilia, la Garfagnana, l’Umbria e la Calabria centrale-Sicilia orientale.
L’analisi delle singole sequenze sismiche nel tempo sicuramente fornirà maggiori informazioni sulla pericolosità delle aree sopra indicate o su altre.
E’ possibile che due ipotesi riportate nell’aggiornamento di martedì 8 gennaio si realizzino su una stessa area o in due aree diverse. In quest’ultimo caso,  il primo evento forse sarà un foreshock che anticipa la scossa più forte. Pertanto, occorre aumentare l’attenzione se accade una scossa di magnitudo nel range dinamico 5.4-5.6 Mw circa. Questa sicuramente fornirà anche indicazioni sulla futura area epicentrale.

























































STRUTTURA RAMIFICATA DELLA SEQUENZA DI MILAZZO (include la zona dell’Etna)
Aggiornamento di mercoledì  09 gennaio ore 20:30

L’evento di magnitudo 4.1 ML accaduto nella zona Milo (CT) è rientrato nel range di 3.8-4.2 ML riportato nell’aggiornamento del 27 dicembre del 2018.
La scossa è classificata come un aftershock energetico di primo ordine associato alla scossa di magnitudo 4.9 Mw  accaduta nella zona Viagrande (CT) il 26 dicembre del 2018.
L’oscillatore Aroon semplificato è in discesa (fase di accumulo di energia o di aftershock).

SEQUENZA SISMICA MENSILE DELL’ITALIA
Aggiornamento di martedì 08 gennaio ore 16:30

Sono appena trascorsi due anni e mezzo circa dai terremoti che hanno colpito l’Italia centrale nel 2016 e l’attività sismica non mostra segni di cedimento. Le scosse continuano a interessare l’Italia centrale e meridionale, dove è possibile una maggiore intensificazione nel breve-medio periodo.
Dal terremoto dell’Aquila del sei aprile del 2009 a oggi sono accaduti altri due terremoti importanti con un tempo di ritorno di circa tre anni e mezzo.
Il terremoto di Amatrice del 30/10/2016 fino a questo momento è classificato dal modello “Previso” come un foreshock provvisorio, mentre in base alla struttura evolutiva della sequenza post terremoto dell’Emilia del 2012 è classificato come mainshock provvisorio. Sicuramente nei prossimi mesi sarà possibile eseguire una classificazione definitiva del terremoto in funzione del valore di magnitudo e del tempo di accadimento del primo aftershock energetico associato alla scossa del 30 ottobre 2016 con la formazione del ramo sismico di secondo ordine.
Osservando il grafico allegato si nota una fase di accumulo di energia iniziata dopo il terremoto dell’Irpinia del 1980 seguita da una fase di rilascio di energia ancora che include i terremoti più energetici di Palermo (2002), L’Aquila (2009). Emilia (2012) e Amatrice (2016). In basso al grafico sono riportati due oscillatori dei cinque inclusi in “Previsio” che controllano lo sviluppo della sequenza sismica. L’oscillatore M20 di medio periodo e l’oscillatore Aroon semplificato di breve-medio periodo. L’oscillatore M20 ha generato un primo segnale di attenzione (triangolo di colore verde sul minimo di curvatura)  prima dei terremoti di maggiore magnitudo accaduti  nel periodo analizzato (Irpinia, Umbria, L’Aquila e Amatrice), mentre sull’oscillatore Aroon semplificato il segnale, si è attivavo prima di tutti i terremoti più energetici (triangolo di colore rosso sul minimo di fluttuazione).
In questo momento i due oscillatori sono in discesa (indicano una fase di accumulo di energia di breve periodo) e il minimo di fluttuazione sull’oscillatore Aroon semplificato sarà raggiunto tra 16 mesi circa (meno di 16 mesi sull’oscillatore M20). I valori di magnitudo associati a due possibili evoluzioni della sequenza sismica sono i seguenti:
Ipotesi 1 – Terremoto di Amatrice classificato come foreshock provvisorio – range 7.3-7.5 Mw.
Ipotesi 2 – Terremoto di Amatrice classificato come mainshock provvisorio – range 5.4-5.6 Mw.


Nel prossimo aggiornamento saranno indicate le zone che possono essere interessate da un evento energetico.

SEQUENZE SISMICHE DELL’ITALIA
Aggiornamento di venerdì 04 gennaio ore 17:00

Continua  l’attività sismica iniziata nel 2009 che ha interessato prima l’Italia centrale e settentrionale e ora il sud Italia (zona dell’Etna).  Nel 2018 sono accadute 179 scosse di magnitudo 3.0-3.9 M, 12 nel range 4.0-4.9 e una di magnitudo 5.1 M (zona di Montecifone-CB).
Le scosse più energetiche sono accadute nell’Italia centrale e meridionale, mentre l’Italia settentrionale ha evidenziato una minore sismicità.
Il grafico del numero di eventi di magnitudo maggiore o uguale di 2.5 ML registrati dal 2005 al 2018, mostra un picco nel 2016 con 858 eventi al quale segue una riduzione progressiva negli anni successivi.
Nei primi giorni del 2019 l’attività sismica ha interessato nuovamente l’Italia centrale e meridionale (zone di Collelongo-AQ e dell’Etna- CT) con scosse di moderata energia. Sulla base di queste prime scosse d'inizio anno e sulle informazioni fornite dal modello “Previsio” (sezione strutture ramificate), è possibile fare delle previsioni preliminari su come evolverà la sismicità futura e soprattutto quali saranno le zone a maggiore pericolosità.  
Il 2019 sarà un anno a alto rischio scosse energetiche nell’Italia meridionale (sequenze della Calabria centro meridionale e Sicilia orientale). Nei prossimi mesi, infatti, sono possibili scosse energetiche nelle are delle sequenze di Milazzo(nella zona dell’Etna è ancora assente un aftershock energetico), dei M. Iblei e dello Stretto di Messina-Calabria meridionale).
Nell’Italia centrale rimane ancora aperto lo schema a “farfalla” presente nella struttura della sequenza dell’area epicentrale 2016, mentre la scossa di 4.1 Mw accaduta il primo di gennaio nella zona di Collelongo (AQ) rientra nella sequenza di Frosinone-L’Aquila che include alcune zone (Avezzano e Sulmona) a elevata pericolosità rimaste fino ad oggi relativamente tranquille.
Qualche sorpresa è possibile anche nell’Italia settentrionale, dove la fase di accumulo di energia della struttura ramificata di quinto ordine sta per concludersi. La velocità di sviluppo della sequenza è ancora bassa, ma non si esclude un aumento della sismicità nelle zone della Garfagnana e dell’area epicentrale del terremoto del 2012 e del Friuli.  
Le sequenze dell’Italia centrale e meridionale sono già in una fase di rilascio di energia, mentre quella dell’Italia settentrionale sta completando la fase di accumulo di energia.
Il livello sismico critico dell’Italia centrale è posto a 5.1-5.4 Mw (estensione fino a 7.0 Mw- livello intermedio 6.2 Mw), mentre quello dell’Italia meridionale è posto a 5.4-5.6 Mw (estensione fino 7.3 Mw-livello intermedio a 6.9 Mw).
Attenzione quindi, ai cluster sismici che si svilupperanno nelle zone a maggiore pericolosità, dove eventi di moderata magnitudo (foreshock), potranno essere seguiti da scosse più forti.
Raccomandazione: Prevenzione periodica, ma soprattutto, per stare tranquilli, si consiglia di abitare in una casa antisismica. Buon 2019 e speriamo di cavarcela sempre.










































































Rif. – Codice della sequenza sismica.
Sequenza sismica – Nome della sequenza sismica.
Segnale – Segnale di attenzione di breve/medio periodo.
Anomalia/Fase struttura ramificata - Raggruppamenti di scosse con implicazioni negative o positive sulla sequenza sismica/Fase di rilascio di energia (RE) -Fase di accumulo di energia (AE).
Range - Range di magnitudo massima dinamica previsto.
Estensione - Estensione della magnitudo massima dinamica prevista.
Livello critico - Livello critico della fase di rilascio di energia (aumentare l’attenzione se avviene una scossa di magnitudo compresa tra l’estensione e il livello critico).
AIE% e SIE% - Indicatori energetici.


















BUON 2019. SPERIAMO CHE SIA UN ANNO DI SERENITA’ E POCO “TREMANTE”.

Questo blog è uno spazio d’informazione sulla previsione dei terremoti. Per alcuni lettori è stato un rifugio tranquillo dove ridurre la paura e l’ansia generate da ogni piccola o grande scossa.
Nel 2018 abbiamo rinnovato la sua estetica, migliorato e ampliato i contenuti. Ci sono state oltre un milione di visualizzazioni di pagine da lettori di diversi paesi (Italia, Stati Uniti, Russia, Francia, Germania, Paesi Bassi, Regno Unito, Indonesia, Spagna, Giappone e altri paesi).
Nel corrente anno saranno completati e verificati alcuni algoritmi che forniranno altri precursori informativi necessari per migliorare il modello sperimentale “Previsio”.
Sul blog è presente una sezione “LINK” in cui sono pubblicati articoli vari sui terremoti, vulcani e altro.
Da quest’anno la sezione è aperta anche ad altri autori-ricercatori. Chi è interessato a utilizzare questa sezione può inviarci il link dell’articolo.

Grazie per averci seguiti costantemente. Lavoreremo  per offrirvi contenuti sempre tranquillizzanti e speriamo interessanti.

STRUTTURA RAMIFICATA DI FROSINONE-L’AQUILA
Aggiornamento di mercoledì 02 gennaio ore  11:00

L’epicentro dell’evento di magnitudo 4.1 Mw accaduto ieri nella zona di Collelongo (AQ), si è posto all’interno dell’area della sequenza sismica di Frosinone-L’Aquila.
Il valore di magnitudo è rientrato  nel range  di 4.0-5.1 Mw associato al segnale di attenzione che si è attivato dopo la scossa di 2.5 ML accaduta nella zona di Veroli (FR).
L’evento è classificato del modello Previsio come un aftershock associato alla scossa di magnitudo 5.1 Mw  accaduta il 16 agosto del 2018 nell’area dell’epicentro dinamico E3 (vedi aggiornamenti del 27 agosto 2018 e figura sotto riportata).
L’oscillatore Aroon semplificato non  ha ancora raggiunto il minimo di fluttuazione (-16%) e l’anomalia 2Mi asimmetrica che si è formata dopo la scossa di 2.5 ML è ancora attiva.
Nei prossimi giorni occorre seguire con attenzione l’evoluzione di questa sequenza sismica e di quella dell’Italia centrale area epicentrale (area dell’epicentro dinamico E2),  dove è ancora aperta  la struttura a farfalla.