domenica 22 giugno 2014

SEQUENZE SISMICHE DI COLLALTO E DELLA VAL D’AGRI

Evoluzione temporale delle registrazioni sismiche in Collalto, 2005-2014

La sequenza sismica è cominciata con un evento di magnitudo 3,7 Ml  il 28 febbraio del 2007 nella parte settentrionale dell’area analizzata, al quale è  seguita una scossa di 3.6 Ml il 13 settembre del 2011 in prossimità del deposito di gas di Collalto ed infine un ultimo evento di magnitudo 4,0 Mw accaduto il 9 giugno di nuovo sul bordo settentrionale del deposito di gas.
I dati sismici strumentali dal 2005 evidenziano un aumento del numero di terremoti registrati negli anni 2010 e  2013 (figura 2).
Nella struttura di lungo periodo della sequenza sismica  è presente una bomba sismica caratterizzata da un punto d’innesco datato 2004, al quale è seguita una fase di rilascio di energia proiettata ora sul livello sismico di magnitudo 4,7 M. Il primo livello sismico critico di breve periodo è posto a  3.1 Ml. La magnitudo massima dinamica dell’area è di 6.2-6,5 Ml.
La Figura 3 mostra gli epicentri dei terremoti registrati dall’INGV dal 01 gennaio  2005 al 03 giugno 2014.
Un totale di 239 eventi con magnitudo 0,2-4,0 Ml sono stati localizzati lungo l'intera traccia superficiale della struttura compressiva orientata in direzione NE-S ed immergente a NO, che borda la pianura tra Schio e il F.Tagliamento.
Dalla sismicità mostrata nella figura non ci sono stati terremoti centrati nel deposito di stoccaggio di gas naturale di Collalto, mentre alcuni eventi  di debole magnitudo (≤0.4 Ml) sono accaduti nei pressi della concessione di coltivazione di S.Andrea (vicino a Vittorio Veneto).
La Rete Sismica di Collalto nel periodo di monitoraggio che va dal 1/1/2012 al 31/03/13 ha registrato alcuni eventi di debole magnitudo nel perimetro del deposito di stoccaggio ad una profondità variabile tra 5 e 12 km, sotto il piano di campagna (http://rete-collalto.crs.inogs.it/DATI/eventi-sismici-full-period.txt)

Figura 1 - Andamento temporale dei valori di magnitudo.


Figura 2 - Numero di terremoti registrati negli anni 2010 e  2013.




Figura 3 - Epicentri dei terremoti registrati dal 01 gennaio 2005 al 03 giugno 2014.




















Evoluzione temporale delle registrazioni sismiche nella Val D’Agri, 2005-2014

Nella figura 4 è raffigurata l’evoluzione temporale delle registrazioni sismiche strumentali nella Val D’Agri dal 2005 al 2014.
La sismicità è caratterizzata da un primo evento (Ml 3,8 ; profondità focale, ca. 27 km) accaduto  il 7 luglio 2006 con epicentro a 30 km ad est di Potenza, all’interno della concessione di coltivazione di Gorgoglione.    
Un secondo evento  di 3,5 Ml e profondità focale 9,1 km, si è verificato il 13 luglio del 2010 a circa 57 km ad ovest del primo terremoto, con epicentro vicino all’abitato di Auletta.
La sequenza temporale dei valori di magnitudo mostra una bomba sismica  discretamente evoluta caratterizzata da un punto d’innesco nel 2006 al quale è seguito l’evento di 3,8 Ml del 7 luglio.
Adesso è in atto  una fase  di assestamento che ha nel breve periodo un livello sismico critico di  3,2 Ml.
La magnitudo massima dinamica dell’area è di 5,6 Ml.
La distribuzione degli epicentri è alquanto ampia lungo la sequenza sismica (figura 5).
Nella parte centrale dell’area analizzata, gli epicentri sono strettamente orientati in direzione SE-NO, mentre gli ipocentri sono più superficiali.


Figura 4 - Andamento temporale dei valori di magnitudo.



Figura 5 - Epicentri dei terremoti registrati dal 01 gennaio 2005 al 03 giugno 2014.















Considerazioni conclusive

In questo momento, la possibilità di accadimento nel breve periodo di una scossa forte e potenzialmente dannosa nelle zone analizzate è bassa.
Molto probabilmente, nella zona di Collalto è necessaria una scossa di magnitudo poco sopra a 3.1 Ml per attivare una fase di rilascio di energia che ha come primo target il livello sismico di 4,7 Ml. Tuttavia, nell’area analizzata vi è una possibilità di accadimento di un terremoto pari o superiore di 6.0  Ml in futuro.
Sulla sequenza della Val D’Agri è necessario l’accadimento di una scossa poco sopra un livello sismico critico di  3,2 Ml per attivare la fase di rilascio di energia di breve periodo che ha un target finale dinamico di magnitudo 5,6 Ml.
E’ risaputo che gli impianti presenti nelle aree analizzate possono innescare o indurre instabilità sismica sia a scala locale ( D ≤ 5 km) che a scala regionale ( D ≥ 20 km) anche con  stress  piccoli ( ≤ 1 MPa ), qualunque sia l'impostazione tettonica.
L’analisi delle bombe sismiche indica che la massa rocciosa è già sotto discrete sollecitazioni tettoniche e l'energia aggiunta da sforzi antropici  può attivare in futuro una forte sismicità.

Le analisi  sono eseguite con il software sperimentale ” Previsio” non ancora pubblicato e validato dal mondo scientifico.
I risultati ottenuti non sono pienamente utilizzabili. Sono possibili errori.
Tutte le parti delle previsioni sono riservate. Nessuna parte può essere riprodotta nella forma o nel significato senza il permesso scritto dell’autore.
©   Dr. Geol. Giulio Riga – RIPRODUZIONE TASSATIVAMENTE VIETATA

3 commenti:

  1. Salve professore, analisi sempre interessanti le sue. Ci può dire qualcosa riguardo altre zone critiche come l'irpinia, il sannio/beneventano ed il gargano?

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  2. E' stato inserito un aggiornamento su "Sequenze sismiche in atto in Italia"

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  3. Grazie mille, mi erano sfuggiti un sacco di aggiornamenti poichè inseriti in post di alcuni mesi fa. D'ora in poi ci darò un'occhiata!

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