martedì 26 marzo 2013

AGGIORNAMENTO SULLA SEQUENZA SISMICA DEL POLLINO 03/2013

La sequenza sismica del Pollino negli ultimi mesi ha alternato cicli di standby e di modesta attività  senza mai superare il livello sismico critico di 3,4 ML.
Da due giorni è attivo un segnale di attenzione di secondo ordine al quale è associata una scossa di magnitudo uguale o maggiore di 3,4 ML.
L’indicatore di forza della sequenza ha superato il livello critico di attivazione della sequenza di 100 punti, mentre la velocità di accadimento delle scosse rimane ancora bassa.
Seguire con attenzione le prossime 4-6 scosse di magnitudo maggiore di 2,0 ML.
Il valore di magnitudo massima prevista per la zona in questo momento dal modello “Previsio” è di 6,3 ML, mentre il livello critico di attivazione della sequenza sismica è di 3,4ML.


Previsione di breve periodo

ALGORITMI
EPICENTRO
PREVISTO
SEGNALE DI
 ATTENZIONE
PRECURSORE
SISMICO
EPTM14 – ERM6
Latitudine  40,007
Longitudine  15,999
Attivo
Presente


SEGNALI DI ATTENZIONE DI ORDINE MAGGIORE
STATO DELLA SEQUENZA OGGI
INDICATORE DI FORZA
Secondo ordine
Aggiustamento
113


MAGNITUDO CRITICA
MAGNITUDO MASSIMA PREVISTA PER LA ZONA SISMOGENETICA
3,4 ML
6,3 ML


NOTE                                                                                                                                                                                

1)       I parametri riportati nelle tabelle variano con l’accadimento di nuove scosse.



I risultati ottenuti non sono pienamente utilizzabili.
Tutte le parti del blog sono riservate. Nessuna parte può essere riprodotta nella forma o nel significato senza il permesso scritto dell’autore.
©   Dr. Geol. Giulio Riga – RIPRODUZIONE TASSATIVAMENTE VIETATA


Figura 1 - Andamento temporale dei valori di magnitudo ed indicatore della sequenza sismica.
Figura 2 - Indicatore di forza della sequenza sismica.

domenica 17 febbraio 2013

TERREMOTO DI SORA

Il primo rappresenta un foreshock di breve periodo, il secondo una scossa di aggiustamento di una zona più ampia che si estende oltre l’abitato dell’Aquila.

Il valore di magnitudo massima prevista per la zona in questo momento dal modello “Previsio” è di 5.2 ML, mentre il livello critico di attivazione della sequenza sismica è di 4.1 ML.


Previsione di breve periodo

ALGORITMI
EPICENTRO
PREVISTO
MAGNITUDO
MASSIMA
SEGNALE DI
 ATTENZIONE
PRECURSORE
SISMICO
EPTM14 – ERM6
Latitudine  44.927
Longitudine  13.644
4.1 ML
Attivo
Presente

SEGNALI DI ATTENZIONE DI ORDINE MAGGIORE
STATO DELLA SEQUENZA OGGI
INDICATORE DI FORZA
Non attivi
Aggiustamento
---

MAGNITUDO CRITICA
MAGNITUDO MASSIMA PREVISTA PER LA ZONA SISMOGENETICA
>4.1 ML
5.7-6.1 ML

INDICATORE ENERGETICO EPTM1
In  fase “discendente” - 52%

NOTE                                                                                                                                                                                

1)       I parametri riportati nelle tabelle variano con l’accadimento di nuove scosse.
2)      L’epicentro è stato calcolato tenendo conto della posizione delle faglie.


Le analisi sono state eseguite con il software sperimentale ” Previsio” non ancora pubblicato e validato dal mondo scientifico.
I risultati ottenuti non sono pienamente utilizzabili.
Tutte le parti del blog sono riservate. Nessuna parte può essere riprodotta nella forma o nel significato senza il permesso scritto dell’autore.
©   Dr. Geol. Giulio Riga – RIPRODUZIONE TASSATIVAMENTE VIETATA


Figura 1 - Andamento temporale dei valori di magnitudo ed indicatore della sequenza sismica.









































Figura 2 - Epicentro previsto dall’algoritmo ERM6.



giovedì 14 febbraio 2013

TERREMOTO DI SANTA CRUZ (06/02/13)

Il margine orientale dell'Australia è uno delle aree più sismiche del mondo a causa dell'elevato livello di convergenza tra l'Australia e il Pacifico.
La sismicità è distribuita sulle strutture tettoniche note nella zona dove i terremoti si allineano prevalentemente nelle direzioni WE e NS. 
Il terremoto che si è verificato il 6 febbraio del 2013 di magnitudo 7,9 Mw nelle isole di Santa Cruz si colloca in prossimità del confine tra la placca indo-australiana e quella del Pacifico.
Qui l’Australia converge e subduce sotto la placca del Pacifico, verso NE-E ad una velocità di circa 94 mm/anno.
La figura 1 fa notare l'attività sismica registrata intorno alla curva tettonica adiacente al terremoto del 6 febbraio 2013 dal 2004 al 2013.

A sud di questo terremoto (sezione B-B’), la placca del Pacifico viene subdotta al di sotto della placca indo-australiana.
Più ad ovest (la sezione A-A’), la tettonica è orientata circa W-E e il movimento della piastra dell’Australia è quasi parallelo al confine.
Con i quadrati di colore giallo sono indicate le zone di maggiore stress individuate dall’algoritmo di predizione sperimentale “RAS1”.























Figura 1 - Attività sismica registrata dal 2004 al 2013 (http://www.emsc-csem.org/#2).




















Figura 2 - Tracce delle sezioni.


































































Figura 3 - Approfondimento dei terremoti.






















Figura 4 - Mappa 3D degli ipocentri.


Nella figura 5 è riportato l’andamento temporale dei valori di magnitudo riferiti allo stesso periodo.
Complessivamente, dal 2004 fino all’evento di magnitudo 7,9 Mw del 6 febbraio, sono stati registrati 10 eventi principali di magnitudo maggiore o uguale di 7,0 e diversi terremoti di magnitudo 6,0.
La sequenza sismica di breve periodo è iniziata dopo il foreshock del 2 febbraio 2012 di magnitudo 7,1 Mw seguito da una fase di aggiustamento durata fino al mese di marzo del 2012 e da un’anomalia sismica semplice.
In seguito, è iniziata l’ultima fase di rilascio di energia che si è protratta fino alla scossa del 6 febbraio 2013.
I valori della magnitudo e dell’epicentro previsti dal modello “Previsio” alla data del 6 febbraio 2013 sono riportati nelle tabelle seguenti.


Previsione di breve periodo

Area analizzata
Latitudine:   -8S  /  -18S
Longitudine:    160E  /    170E

Previsione della magnitudo

DATABASE
MAGNTUDO PREVISTA
EVENTO
EMSC
                 7,9 – 8,4 Mw
7,9 Mw (06-02-2013)
Tabella 1 – Valori della magnitudo calcolati con l’algoritmo EPTR12

Previsione dell’epicentro

Sono stati utilizzati gli algoritmi ERM2 e ERM3.

I risultati sono riportati sulle tabelle e sui grafici seguenti.

DATABASE
ERM2
ERM3
EVENTO
ANSS
LONG. 165,163
LAT. -11,458
LONG. 165,188
LAT. -12,59
LONG. 166,138
LAT. -10,738(06-02-2013)
Tabella 2 – Epicentri calcolati con l’algoritmo ERM



Le analisi  sono state eseguite con il software sperimentale ” Previsio” non ancora pubblicato e validato dal mondo scientifico.
I risultati ottenuti non sono pienamente utilizzabili.
Tutte le parti del blog sono riservate. Nessuna parte può essere riprodotta nella forma o nel significato senza il permesso scritto dell’autore.
©   Dr. Geol. Giulio Riga – RIPRODUZIONE TASSATIVAMENTE VIETATA

 



















Figura 5 - Andamento temporale dei valori di magnitudo ed indicatori della sequenza sismica.





















Figura 6 - Previsione dell'epicentro.

lunedì 28 gennaio 2013

SEQUENZA SISMICA DELLA GARFAGNANA 01/2013


 

Aggiornamento del 03/02/13

Il cerchio di colore rosso indica l’epicentro previsto dagli algoritmi ERM, mentre i cerchi di colore giallo sono gli eventi registrati ieri (Fonte dati : Catalogo ISIDe). 

MAGNITUDO CRITICA
INDICATORI ENERGETICI
>3.2 ML
Inizio  fase “discendente”




















Aggiornamento del 01/02/13

Previsione di breve periodo


ALGORITMI
EPICENTRO
PREVISTO
MAGNITUDO
MASSIMA
SEGNALE DI
 ATTENZIONE
PRECURSORE
SISMICO
EPTM14 - ERM1 ERM2-ERM3
Latitudine  44.160
Longitudine  10.498
2.8-4.5 ML
Attivo
Presente


SEGNALI DI ATTENZIONE DI ORDINE MAGGIORE
STATO DELLA SEQUENZA OGGI
INDICATORE DI FORZA
Non attivi
Standby
-32.2

MAGNITUDO CRITICA
MAGNITUDO MASSIMA ATTESA PER LA ZONA SISMOGENETICA
>3.2 ML
5.6-5.8 ML

NOTE

1)       I parametri riportati nelle tabelle variano con l’accadimento di nuove scosse.
2)       L’epicentro è stato calcolato tenendo conto della posizione delle faglie e riducendo progressivamente le dimensioni della mappa di base.



Aggiornamento del 30/01/13

Previsione di breve periodo

MAGNITUDO MASSIMA PREVISTA
MAGNITUDO MASSIMA REGISTRATA
2.8-4.5 ML (28/01/13)
3.3 ML (30/01/13)



SEQUENZA SISMICA DELLA GARFAGNANA

L’analisi della sequenza sismica della Garfagnana evidenzia una chiara interconnessione con la sequenza della pianura padano emiliana.
Il terremoto del 25 gennaio 2013 di magnitudo 4.8 ML è ben inserito nella fase di assestamento che è seguita al terremoto del 20 maggio 2012 di magnitudo 5.9 ML.
I due eventi sono legati all’evoluzione di un sistema che si frattura secondo uno schema di distribuzione spaziale e successione temporale, condizionato dalle forze tettoniche in atto e dalle caratteristiche delle strutture sismogenetiche sollecitate.
L’andamento temporale dei valori di magnitudo della sequenza sismica di lungo periodo della Garfagnana (figura 1), mostra tre eventi principali di cui quello di magnitudo 5.4 del 23 dicembre del 2008 è inserito nella parte terminale di un ciclo sismico di breve e medio periodo.
Nella figura 2 sono riportati i valori temporali di magnitudo registrati dall’1 gennaio 2012 ad oggi e gli indicatori energetici elaborati dal modello “Previsio”.
Il grafico mostra una fase di assestamento che si è attivata dopo il terremoto del 29 maggio 2012 di magnitudo 5.2 ML ed il corretto inserimento in questa fase dei terremoti più forti registrati nel corso del 2012, inizio del 2013 (i picchi discendenti sono generati dalla chiusura del ciclo sismico di breve periodo).
Analogo andamento si nota sulla sequenza della Pianura Padana Emiliana  (figura 3) dopo il terremoto del 29 maggio del 2012 di magnitudo 5.1 ML.
Gli indicatori energetici della sequenza hanno individuato con molta precisione i segnali di attenzione poco prima delle scosse principali.
Per il breve/medio periodo il modello "Previsio" ha fornito i valori massimi di magnitudo riportati nella tabella seguente.
 

SEQUENZA
MAGNITUDO MASSIMA
DI MEDIO PERIODO
Pianura Padana Emiliana
5.5-5.6 ML
Garfagnana
5.6-5.8 ML (valori aggiornati al 01/02/13)

SEQUENZA
MAGNITUDO MASSIMA
DI BREVE PERIODO
Pianura Padana Emiliana
2.8-4.4 ML
Garfagnana
2.8-4.0 ML

Il grafico della fratturazione temporale derivante dall’attività sismica che si è sviluppata nell’area della Garfagnana dal 1973 ad oggi, evidenzia una faglia trascorrente orientata NE-SW circa ed una seconda faglia più importante posizionata verso la cresta della dorsale appenninica.
La posizione dell’epicentro del terremoto del 25 ottobre 2013 e di quello previsto dall’algoritmo ERM3, fa supporre che, nel medio periodo potrebbe attivarsi la seconda faglia.

Le analisi sono state eseguite con il software sperimentale ” Previsio” non ancora pubblicato e validato dal mondo scientifico.
I risultati ottenuti non sono pienamente utilizzabili.
Tutte le parti del blog sono riservate. Nessuna parte può essere riprodotta nella forma o nel significato senza il permesso scritto dell’autore.
©   Dr. Geol. Giulio Riga – RIPRODUZIONE TASSATIVAMENTE VIETATA

Figura 1 - Andamento temporale dei valori di magnitudo ed indicatori della sequenza sismica.

Figura 2 - Andamento temporale dei valori di magnitudo ed indicatori della sequenza sismica.

Figura 3 - Andamento temporale dei valori di magnitudo ed indicatori della sequenza sismica.

Figura 4 – Schema della fratturazione temporale dell'area della Garfagnana.